Cinque luoghi che ho scoperto di amare a Lisbona

Venerdì sarà il secondo anniversario del mio trasloco a Lisbona. Tempo fa mi ricordo di essermi appoggiata ad un muretto a Graça — sarà stata la mia seconda settimana in Portogallo — per ammirare la città. L’orizzonte era una linea arancione decorata dalla silhouette nera del ponte. Il castello, scuro e maestoso sulla sinistra, torreggiava su palazzi pombalini e case diroccate. Come di fronte a un dipinto fiammingo, gli occhi non si stancavano di cercare dettagli. Era bellissimo. L’unico problema, pensavo, è che avevo l’impressione di essere in una cartolina. In un posto che guardi mentre sorseggi il tuo bicchiere di vino, infradito ai piedi e cappello di paglia in testa.

Ma potrò mai sentirmi a casa qui?

È una domanda complicata. Non so se saprei definire cosa vuol dire sentirsi a casa.

Quel che so è che è bello poter vivere le viscere di una nuova città. Trasportare la spesa su e giù per strade secondarie sconosciute. Guardare nervosamente Google Maps mentre cerchi un parrucchiere per il tuo primo taglio. Metterti in coda fuori dall’ufficio delle finanze per aggiornare l’indirizzo a quello della nuova casa. Fare tutte queste cose è come fare un tipo di viaggio molto speciale. Un viaggio che non ti porta da una parte all’altra, ma nel profondo dell’anima di una città. Questi due anni sono stati una costante esplorazione urbana così come un processo di crescita interiore. È bello sincronizzare la conoscenza di sé con la conoscenza della città in cui si vive.

In questo post ho raccolto alcuni luoghi che per ragioni personali sono diventati i miei posti del cuore a Lisbona. Posti che non sapevo che esistessero, posti scoperti durante esplorazioni urbane, posti che mi hanno fatto rimanere a bocca aperta per una ragione o per l’altra, e posti che ho imparato a vivere. Se verrete mai a Lisbona e avrete un giorno o due in più a disposizione, penso che questi luoghi sarebbero una buona aggiunta ad ogni vacanza qui nella capitale.

1. Miradouro de Santo Amaro

In cima a un’altura si trova la cappella di Santo Amaro, circondata da un bel sagrato. Da lì si ha una vista spettacolare sul Tago, e sul ponte 25 Abril. Il mio modo preferito per raggiungere questo miradouro è dalla Rua João de Lemos, che non è una via ma un’infinita scalinata. Suona scoraggiante, lo so, ma non vi arrendete. La cappella è spesso chiusa al pubblico, ma con un po’ di fortuna si possono ammirare i meravigliosi azulejos del XVIII secolo, decorati finemente con piccoli disegni di arti (sì, braccia, gambe, piedi). Dopotutto Santo Amaro è il patrono degli arti, o così mi ha detto una vecchia signora un giorno che la cappella era aperta.

Devo dire che adoro tutta l’area di Alcântara, incastonata così all’ombra del ponte. Buona parte dei turisti si dirige qui per fare un giro alla LX factory, una vecchia fabbrica rinata sotto forma di hub creativo. Il miradouro di Santo Amaro è a cinque minuti dalla LX factory, ma nessuno sembra saperlo. A me piace arrampicarmi fin lassù, sedermi sotto uno degli ulivi del sagrato, e godermi la vista.

2. Tapada das Necessidades

La Tapada das Necessidades è un parco che si estende da Campo de Ourique fin giù ad Alcântara. Non è solo un posto spettacolare; ci sono affezionata anche per ragioni personali. Non mi ricordo come l’abbiamo scoperto la prima volta, ma io e il mio compagno veniamo spesso qui a passeggiare. Quando il lockdown per il COVID si è allentato, lo scorso maggio, la Tapada è stato il primo posto dove siamo corsi. Qualche settimane fa, la festa a sorpresa per il mio trentesimo compleanno è stata organizzata qui.

Ma perché è così speciale? Per capirlo al meglio, assicuratevi di entrare dal lato di Campo de Ourique, e scendete lentamente attraverso il giardino di cactus e piante grasse. Lo troverete vuoto, silenzioso, e a un certo punto apparirà anche il ponte (sorpresa!) oltre le chiome degli alberi e i fusti dei pini marittimi. L’intero parco è popolato da creature di ogni tipo. Gatti e polli selvatici abitano nei cespugli, e di tanto in tanto un pavone rompe il silenzio col suo grido stridulo.

Giù verso Alcântara la vegetazione si aprirà per lasciare spazio a un prato e a una serra vittoriana in rovina. Portatevi un telo, un libro, un po’ d’acqua, e state attenti all’orario di chiusura (sì, sono stata chiusa dentro il parco, e sì, la polizia ci ha messo un po’ per arrivare a liberarmi).

3. Jardim das Amoreiras

Molta vita sociale a Lisbona, così come molti meeting di lavoro, si svolgono ai tavolini di ferro dei chioschi all’aria aperta. L’idea di una distesa di tavolini intorno a un bar che vende birra ghiacciata fa parte dell’anima della città.

Se ogni quartiere ha il suo chiosco, per me quello del Jardim das Amoreiras è speciale. Mi ci sono seduta moltissime volte, con amici e colleghi, all’ombra imponente dell’acquedotto del diciottesimo secolo che separa il Jardim dall’omonima strada. E proprio l’acquedotto, dopo aver scavalcato e inglobato una chiesetta a bordo parco, finisce in un’antica cisterna di pietra chiamata Mãe d’Agua (madre d’acqua), in un angolo del Jardim. È un posto magico e fresco dove l’acqua calma riflette i grandi finestroni arcuati, e dove il silenzio profondo è ritmato da qualche goccia che cade ogni tanto.

Per concludere la descrizione di questa area così speciale per me, a pochi passi dalla Mãe d’Agua c’è la porta rossa del bar Procópio, incorniciata da un muro d’edera. Era uno dei nostri posti preferiti per un aperitivo, prima che arrivasse il COVID. La piazzetta davanti al bar è raccolta e occasionalmente visitata da qualche gatto domestico; tutt’intorno ci sono vasi di piante che una vecchia signora annaffia ogni sera.

Se passerete dal Procópio, assicuratevi di suonare il campanello. Verrà ad aprirvi un cameriere in livrea.

4. Jardim Amália Rodrigues

Un’impeccabile lavoro di architettura paesaggistica ha prodotto una delle esplanadas più tranquille e scenografiche di Lisbona, proprio nel centro del suo distretto finanziario. Incastonato tra un centro commerciale e il più celebre Parco Eduardo VII, di cui è una estensione, il Jardim Amália Rodrigues è un’oasi di relax per giovani lavoratori lisboneti. Al suo interno c’è un buon cafè, Linha d’Agua, con tavoli posizionati sulla riva di una grande fontana rotonda. Qui ci si può trattenere per ore a chiacchierare davanti a una birra o a una fetta di torta, mentre il sole tramonta lentamente. Se dovessi scegliere il posto in cui ho avuto le discussioni più serie e prolungate della mia permanenza portoghese, sarebbe in riva alla fontana di Linha.

A volte mi piace arrampicarmi sulla collina adiacente, per guardare le persone entrare e uscire dal bar; altre volte mi siedo alle sdraio, al sole, a guardare i cani che giocano felici nell’acqua. Come se non bastasse, sono una fan dei trufas de chocolate di Linha d’Agua. Fidatevi, sono buonissimi.

5. Campo de Ourique

Mi sono chiesta se avesse senso includere un intero quartiere in una lista di luoghi del cuore. Può sembrare, in apparenza, una non-scelta. Ma alla fine ho deciso di includerlo, perché mi era impossibile scegliere un unico luogo di Campo de Ourique che veicolasse tutto ciò che mi viene in mente quando penso al quartiere come entità.

Campo de Ourique è una colazione domenicale, una passeggiata serale, un salto al mercato di sabato mattina per comprare carne e frutta. È un anziano signore che cammina lentamente sulla calçada, e una nonna seduta al fresco nella piazza. È vero, il famoso tram 28, quello che scoppia sempre di turisti, approda qui a Campo de Ourique dopo la sua cavalcata epica attraverso i monumenti della Lisbona pombalina. Ma quasi nessun turista scende. Aspettano tutti che il tram inverta la marcia e torni a dirigersi verso le famose colline di Alfama e Graça, e verso le pianure di Baixa. Qualcuno sorseggia una birra al chioschetto, in attesa della prossima partenza.

E così, il quartiere che si estende intorno ai binari del 28 ha mantenuto la sua autenticità e il suo fascino, e i gatti del cimitero di Prazeres possono dormire sonni tranquilli sulle spoglie degli antenati.

Bonus track: Estufa Fría

Questa è la mia scoperta più recente. Sapevo da mesi di questo luogo, avevo visto cartelli e fotografie, ma non mi ero mai risolta a visitarlo fino a settimana scorsa. Ora sono impaziente di organizzarci una sessione fotografica, perché il luogo è davvero surreale. Il biglietto costa tre euro, ma sono un ottimo investimento. La visita può durare da mezz’ora a due ore, dipendentemente da quanto tempo si vuole dedicare a leggere le provenienze delle piante, o a osservare i fiori esotici. Ci si può anche portare un libro, e sedersi su una panchina. Questo posto è un inno alla biodiversità, un’oasi di silenzio in mezzo al traffico di Marques de Pombal. La luce è filtrata da un soffitto di listelli di legno, così che, in un giorno di sole, non è mai né luce diretta né completamente indiretta. Questo, per me, aggiunge molto alla magia del luogo.

Non posso dire che sia già un posto del cuore, ma penso che lo diventerà molto presto.

Linguist, writer, photographer

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